Come si allenano i piloti professionisti? Altroché palestra, ci danno davvero dentro!

I piloti attuali sono diventati dei veri e propri atleti. Il loro allenamento non si sostanzia, banalmente, in qualche ora in palestra.

C’è una idea comune che i piloti siano dei privilegiati, impegnati solo per qualche weekend all’anno e che per il resto del tempo si divertano in giro per il mondo. I tempi attuali invitano ad una riflessione su quello che deve essere lo stile di guida di un pilota. Jacques Villeneuve, campione del mondo 1997 con la Williams, ha parlato dei sacrifici fatti dall’alfiere della Red Bull Racing, Max Verstappen.

Come si allenano i piloti professionisti?
Allenamento piloti F1 (Ansa) tuning.it

L’olandese respira Motorsport tutto l’anno. E’ cresciuto con l’obiettivo di eccellere sotto la guida di un padre con le idee molto chiare. I metodi sono stati anche rigidi ma oggi il #33, oggi numero 1 della griglia, sta raccogliendo i frutti di una preparazione tostissima. Sarebbe facile se bastassero poche ore alla settimana in palestra per diventare un campione negli sport motoristici. Tutto parte dalla testa e la concentrazione per resistere alle pressione è importantissima.

Non a caso ci sono state tantissime meteore o campioni che hanno provato a dare il massimo per qualche stagione, ma alla lunga non sono riusciti a tenere i ritmi di una nuova gen di piloti. Esempi di eccellenza, in tal senso, sono Lewis Hamilton e Fernando Alonso. Questi ultimi hanno trattato come un tempio il loro corpo e solo grazie ad una attenzione spasmodica all’alimentazione sono riusciti ad arrivare alla loro età ancora competitivi.

Sono l’emblema del talento applicato al sacrificio. Un pilota attuale è costretto a viaggiare in tutto il mondo. I calendari sono sempre più lunghi e la novità delle Sprint Race, certamente, non è stata ben accolto dai driver con qualche ruga sul viso. Nel 2024 si correranno 30 gare, divise tra 24 GP e 6 SR. Un inferno di km che va affrontato con una preparazione miratissima. Durante l’inverno, infatti, mentre i tecnici elaborano le nuove vetture, i piloti sono impegnati in allenamenti pesanti. Uno dei primi a cambiare le carte sul tavolo fu Michael Schumacher. 

La preparazione dei piloti di F1

I driver fanno allenamenti di resistenza con un impegno multidisciplinare. Si passa dalla bicicletta alla corsa, oppure il nuoto o il canottaggio. Molti campioni preferiscono anche lo sci, sebbene comporti dei rischi. L’intensità è tutto nell’abitacolo e i work-out devono proseguire, quotidianamente, con un approccio teso a massimizzare il potenziale atletico. Tutto ciò passa da esercizi per il collo, sempre molto sollecitato alla guida, per le spalle e, naturalmente, per le gambe.

La preparazione dei piloti di F1
Carlos Sainz nel box Ferrari (Ansa) tuning.it

Vi sono strumenti di allenamento ideale che forniscono essenziali feedback ai personal trainer. Si vanno a replicare gli sforzi fisici che vengono svolti nell’abitacolo. Molti piloti desiderano eseguire sessioni di allenamento a intervalli. Si inizia, come detto, dal mattino con esercizi per la mobilità e la flessibilità. Per l’attivazione dei gruppi muscolari lo yoga e il pilates sono il top.

Si passa poi ad un allenamento di resistenza, puntando ad aumentare la temperatura corporea (ad esempio camminando, correndo, remando, saltando). L’attivazione dei muscoli passa anche per il nuoto che potenzia la schiena, il ciclismo per le gambe e i glutei, oltre alla corsa. In palestra, nel pomeriggio, il focus è tutto su esercizi isometrici per andare a rinforzare alcune aeree. Particolare attenzione oltre al collo, avviene sulle leve. Braccia e gambe devono essere allenatissime. Le F1 moderne raggiungono forze G laterali impressionati che un comune mortale farebbe fatica a sopportare.

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